La mia barca.
Si tratta di una costruzione artigianale, su progetto mio, derivato da diverse ricerche, su libri nautici, di quella che doveva essere un’imbarcazione d’epoca, con naturalmente gli optional dei tempi moderni.
Risultato, CLAUDIŢA, uno yacht d’epoca con una forma abbastanza tozza, simile ad un bragozzo, ma molto stabile e dalle linee molto nautiche. Lo scafo è quasi uguale al “Flying Fish” (pesce volante), progettato dal noto costruttore navale Jeremiah Burnham, varato nel 1860 a Essex nel Massachussetts.
Per oltre 20 anni il Flying Fish rimase lo scafo più rappresentativo della categoria MARKET SCHOONER (goletta da mercato), preso a campione dai costruttori navali dell’epoca.
Il Flying Fish, grazie alle particolari caratteristiche della sua costruzione a alla sua vastissima velatura, fu una delle golette più veloci della flotta peschereccia di Gloucester, e tali le sue qualità gli consentivano di trasportare, a tempi di record, il pescato dai famosi Banks ai porti di mercato, con evidenti maggiori possibilità di smercio e di guadagno. Le consuete gare di velocità tra gli SCHOONERS dei Banks sono state immortalate nel film “Capitani coraggiosi”, tratto dal celebre romanzo di Kipling.
La velatura del Claudiţa, è composta da: randa aurica e controranda di maestra, vela quadra di trinchetta, vela quadra di parrocchetto, un bompresso di tre metri, con trinchettina, fiocco e controfiocco, in caso di vento troppo forte, può essere issata una tormentina, mentre in caso di vento buono, si può issare sullo strallo del controfiocco, un genoa.
Tutte vele comunque in cotone, confezio-nate da me, seguendo i canoni di una volta, ritrovati in un opuscolo specifico sulle vele antiche e, le stesse, rinforzate, per evitare strappi, durante la navigazione con maltempo, anche se così si perde in leggerezza e quindi risulta meno facile prendere il vento molto leggero.
In coperta, tutto rispecchia uno stile antico, escluso il cordame ed i bozzelli, cose praticamente irreperibili.
Ci sono delle panchine in legno e un tavolo, sul cassero di poppa, dove si può stare a prendere il sole, ma, volendo, anche mangiare.
C’è pure un lavabo ed una griglia a gas, per pulire e cucinare il pesce pescato al momento.
Attorno alla parte poppiera, poco più alto del ponte sottocoperta, c’è un balconcino dal quale si scende a terra oppure nella scialuppa e, dallo stesso, tramite una scaletta, si arriva, sia sopra che sotto coperta. Il balconcino, è protetto da una ringhiera in legno con colonnette, tornite e sul corrimano, per tutta la lunghezza, ci sono due intagli in ottone.
Dal balconcino, si può manovrare la gruetta che sostiene il tender, il tutto è rigorosamente in legno ed in stile d’epoca. Il motore, è un diesel di quaranta cavalli, Farymann, al quale, è affiancato un piccolo motore diesel di tre cavalli, che ho recuperato da una motozappa e che serve da generatore, per caricare costantemente le batterie, i due, sono situati in un alloggiamento stagno ed insonorizzato, con delle aperture verso l’esterno, per l’aerazione, quindi, volendo, si potrebbe navigare a motore anche di notte senza disturbare troppo chi sta dormendo. I due motori, sono entrambi comandati, totalmente, dal ponte di comando, situato in coperta, infatti, vicino alla chiesuola, c’è una plancia con tutti gli strumenti e manometri necessari al controllo, dei motori e serbatoi, ed alla navigazione; c’è pure un tavolino per tenere una carta nautica e per fare il punto nave.
Il serbatoio del gasolio tiene quasi 150 litri, mentre ci sono altri due serbatoi per l’acqua sanitaria e quella potabile, rispettivamente di 150 litri l’uno. Sempre in sentina, sono sistemate tre bombole di gas, una di riserva, da 15 kg per l’uso domestico e per alimentare il frigorifero trivalente , lo scalda acqua e la caldaietta per il riscaldamento.
Sottocoperta, trovano posto oltre alle due cabine separate, a prua, anche il bagno ed un salottino, che può diventare letto matrimoniale, mentre a poppa, si trova la dinette, un soggiorno molto ampio, che all’occorenza, può diventare un altro letto matrimoniale, separandosi con una tenda rigida, dall’angolo cottura completo di tutto l’indispensabile. La dinette, è aperta sul mare, da dei finestroni che coprono, quasi completamente, le pareti e danno sul balconcino.
Lo stile dell’arredamento interno, si rifà a quello dei vecchi yacht del secolo scorso, con finiture ad intarsi in legno e ottone, modanature in legno pregiato e tessuto di velluto blu con ricami in giallo oro.
L’imbarcazione, è stata progettata per essere manovrata da una sola persona, scelta questa, che ho dovuto fare, perché sono io, il solo che sa manovrare una barca a vela, mentre mia moglie è solo alle prime armi.
Per questo motivo, gran parte delle ma-novre, hanno subìto delle variazioni, essendo stati necessari tanti rinvii che su una barca normale non ci sono, in quanto ho voluto raggruppare, il più possibile, le scotte, per poterle manovrare tutte, senza saltare da una parte all’altra della coperta.
Sottocoperta, quindi nelle cabine, bagno e dinette, c’è anche un impianto di riscaldamento, che funziona a gas, come pure la caldaietta per la produzione dell’acqua calda in bagno e cucina.
Quando la costruzione di questo piccolo capolavoro finì, ho fatto delle prove tecniche, per controllare la stabilità e la praticità di manovra, sia navigando a vela che a motore.
Per la navigazione a vela, bisogna dire, che i miei accorgimenti, sono stati veramente validi, poiché, una volta issate la vele, non c’è più bisogno di lasciare il timone e nonostante la sagoma poco moderna dello scafo, si riesce a mantenere una velocità molto buona, questo grazie alla superficie velica ben ripartita nel numero e posizione delle vele.
Per quanto riguarda invece la navigazione a motore, non è delle più veloci, per la scarsa potenza del motore stesso, 40 cavalli, ma, comunque, questo non è un problema, perché è il motore ha, in ogni caso, solo la funzione ausiliaria.
Si tratta, quindi, di uno scafo di dieci metri con una linea da baleniera, con un albero ed un’asta e otto vele, compreso il fiocco di contromezzana issato sull’asta e sullo strallo poppiero, auriche, quadre e fiocchi; ricorda uno di quei vecchi yacht.
E’ stato costruito interamente in legno e le vele sono di cotone trattato per renderle impermeabi-li, il cordame e tutti i vari bozzelli sono le uniche parti vive della barca che siano di materiale e forma moderne.
Sopra coperta, il suo aspetto è molto sobrio e classico, mentre sotto coperta, a cominciare dalla dinette, un vero e proprio soggiorno con angolo cottura, per passare alle cuccette ed il bagno, siamo veramente in un albergo di prima classe con finiture in legni pregiati e bordature in ottone.
Nessun commento:
Posta un commento